La "sbroccata" di Trump 😎
Dategli un buon psichiatra o questo tra poco punta verso la China
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La chiusura sul WTI di venerdì sera 1° Maggio ha completato i due canali, come si vede sul grafico, ma se aumentiamo il TF a un ora troviamo un canale ancora aperto. Non sarà facile superare le resistenze (SMA 11 rossa, la SAR e la SMA 22 verde). Certamente che i supporti e le resistenze son fatti per essere violati, ma è altrettanto vero che la chiusura del Future E_mini S&P mi fa pensare, che la fuoriuscita dal canale (vedi grafico) abbia attirato compratori rimasti poi over night. Quindi non sarà facile individuare i trend ad inizio giornata, ossia allo scoccare della mezzanotte.
Donald Trump torna a colpire l’Unione Europea sul terreno più delicato, quello del commercio internazionale, e lo fa con una decisione destinata a riaccendere lo scontro tra le due sponde dell’Atlantico. Il presidente americano ha annunciato un aumento dei dazi su auto e camion europei fino al 25%, accusando Bruxelles di non aver rispettato gli accordi siglati nei mesi scorsi. Una mossa che arriva all’improvviso e che rischia di avere effetti immediati su uno dei settori più strategici per l’economia europea, quello automobilistico.
L’accordo saltato e il ritorno alla linea dura
Solo pochi mesi fa Stati Uniti e Unione Europea avevano raggiunto un’intesa che sembrava aver riportato stabilità nei rapporti commerciali. Dopo settimane di tensioni, si era arrivati a un compromesso che fissava i dazi sulle auto europee al 15%, evitando un’escalation che avrebbe potuto avere conseguenze pesanti. In cambio, l’Ue aveva accettato condizioni favorevoli per i prodotti americani, tra cui l’azzeramento delle tariffe su alcuni beni industriali e aperture su prodotti agricoli e ittici come soia e carne.
Pressione sulle aziende: produrre negli Usa per evitare le tariffe
Dietro la scelta di Washington c’è una strategia chiara: spingere le aziende straniere a spostare la produzione negli Stati Uniti. Trump ha infatti ribadito che non ci saranno dazi per chi produrrà auto e camion sul territorio americano, rilanciando una linea già adottata in passato per rafforzare l’industria nazionale.
econdo il presidente, questa politica starebbe già dando risultati concreti, con oltre 100 miliardi di dollari di investimenti annunciati nel settore automobilistico e nuovi stabilimenti in fase di costruzione. L’obiettivo è trasformare i dazi in uno strumento di pressione economica, capace di attrarre produzione e occupazione negli Stati Uniti.
Una strategia che però rischia di alimentare nuove tensioni con l’Europa, proprio mentre il contesto internazionale resta fragile. L’inasprimento delle barriere commerciali potrebbe infatti aprire la strada a contromisure da parte dell’Ue, riaccendendo una guerra commerciale dagli effetti difficili da prevedere.
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